Quest'oggi mi limito ad un post musicale: cambio del box "don't shot the piano".
Si passa dalla fine dei '70 al tema di Lupin, versione '97.
13.12.10
12.12.10
Domenica noiosa? Sì. Non avendo nulla da fare, ecco l'elenco dei miei possibili regali natalizi, con le motivazioni per le quali li acquisterei (ed i motivi per cui, alla fine, ho lasciato perdere).
Amazon Kindle 3
Il primo regalo a cui ho pensato quest'anno. Motivazione principale: sempre più spesso mi ritrovo a dover acquistare, vuoi per piacere vuoi per studio, libri non facili da reperire e in inglese. E' successo con Taypee di Melville (domani vediamo se è arrivato, altrimenti vedrò come riavere i soldi anticipati alla Feltrinelli), ma anche con The Accidental Billionaires di Mezrich (il libro da cui è tratto The Social Network di Fynch, prenotato da Ubik mesi or sono e non ancora arrivato dagli States). Stancatomi di questa situazione, ho pensato che un ebook reader sarebbe cosa gradita: il migliore sembrerebbe Kindle, considerato anche il prezzo abbordabile, dizionari integrati e il 3G gratuito (con cui accedere solo al bookstore ed a Wikipedia US). Peccato che l'aggeggio non è venduto in Italia. "Fregato" e via con le alternative.
Samsung Galaxy Tab
Poiché gli altri ereader, oltre al Kindle, mi sembrano proporre prezzi assurdi, ho pensato ad un tablet. Certo, lo schermo potrebbe rivelarsi scomodo per la lettura di romanzi, ma leggere un bel fumetto o una rivista non mi dispiacerebbe. Android lo adoro, quindi non ho dubbi neanche sull'OS, a me già noto. Inoltre la app di Kindle (ma anche i viewer di altri formati, come i PDF o "quello dei fumetti") gira bene sui 4" dell'Hero, figuriamoci con 7". Problemi? Prezzo assurdo (650€!) e molte funzionalità poco interessanti (o che comunque non userei: telefono e messaggistica in primis). Vediamo cosa propone la concorrenza, va.
Apple iPad
Perché guarderei all'iPad? Perché costa 150€ in meno al Galaxy Tab. Possibilità uguali all'avversario, con l'aggiunta di alcuni giochini che sarei interessato a provare ed al maggior supporto da parte dell'editoria (Corriere della Sera, Repubblica, Wired US ed altre riviste). Stesse incognite illustrate sopra, con l'aggiunta di due aggravanti: l'OS chiuso e l'inevitabile schiavitù di iTunes e dei suoi odiati DRM (sebbene potrei finalmente guardare in giro lo stupendo City in the Sky). Altra nota: si parla già di iPad 2. Non vorrei acchiappare un bel packotto.
Asus DR-900 e DR-570
Belli, interessanti, forse dal prezzo abbordabile (!). Problema? Nessuno dei due è uscito. O uscirà entro Natale. O entro il mio compleanno. Ma vaff...
Nintendo 3DS
Se solo fossi uscito, non avrei dubbi. E invece devo continuare a pensare...
Morale? Alla fine ho scelto i "soliti" videogiochi. Le passioni non muoiono mai.
10.12.10
Tornare a postare è un piacere, considerando anche che sono malato. I pregi della malattia sono, ahimé, evidenti: mi permette di riposarmi, giustifica alcuni comportamenti lunatici e giustifica l'assenza ai corsi di venerdì.
D'altro canto, odio starmene a casa. Non solo perché non posso partecipare a ciò che accade in questo paese (in cui, sebbene non sempre in modo opportuno, noto degli sprazzi di vitalità), ma soprattutto perché posso sprecare una marea di tempo in mille modi diversi. Un esempio? Prendiamo le cose che ho fatto in mattinata:
- Scoprire gli ingredienti dei cereali
- Successivamente, tentare di calcolare il mio fabbisogno kalorico giornaliero
- Installare Photoshop CS5 Extend con metodi alternativi
- Giocare a Pac-Man Championship Edition DX sognando un arcade stick per Xbox
- Aiutare il Fotografo©
- Riflettere sulla pessima situazione socio-politico-economico-culturale dell'Italia
- Applaudire agli hacker (o cracker?) pro-Wikileaks
- Notare che gli inglesi non le passano meglio
- Sfogliare il Pocket Oxford Italian Dictionary (acquisto di cui vado fiero)
- Decretare che il mio mouse è definitivamente rotto
Ora, è evidente la pochezza e quisquigliezza (neologismo) di queste faccende. Peccato che poi la mia mente (anch'essa malata) abbia partorito una pessima idea: pensare a cosa farmi regalare per Natale. Da qui è nato l'elenco che leggerete di qui a poco - subito dopo la mia doccia.
8.7.10
26.4.10
7%
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo
recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio
non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio: "Non capisco!" E' semplice, rispose Dio, essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!
I primi, invece, non pensano che a loro stessi... Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...
La differenza la portiamo dentro di noi!!! Mi permetto di aggiungere..."
Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi. Sono le azioni che contano.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".
Mahatma Gandhi
Da un'email.
Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo
recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio
non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio: "Non capisco!" E' semplice, rispose Dio, essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!
I primi, invece, non pensano che a loro stessi... Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...
La differenza la portiamo dentro di noi!!! Mi permetto di aggiungere..."
Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi. Sono le azioni che contano.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".
Mahatma Gandhi
Da un'email.
Lupin vs Detective Conan
Riprendo la programmazione dopo una lunga serie d'eventi che narrerò in futuro solo su queste pagine.
Ma la mia assenza è dovuta soprattutto all'università che, come sapete, io prendo seriamente. (Tossisce con falsa veemenza)
Ma la mia assenza è dovuta soprattutto all'università che, come sapete, io prendo seriamente. (Tossisce con falsa veemenza)
Torniamo alle cose serie: ieri pomeriggio ho visto Lupin vs Detective Conan, in lingua originale subbato.La storia vede incontrarsi, in un improbabile crossover, il famoso nano-detective ed il leggendario ladro. Il risultato è un lungometraggio riuscito ed apprezzabile, sebbene non dobbiate lasciarvi ingannare dal titolo.
Purtroppo i nippon non conoscono il latino, quindi dovete considerare che il versus c'è solo perché lega bene i due loghi.
Per il resto, la trama gira intorno alla famiglia reale del regno di Vespania ed al mistero della morte della regina e dell'erede al trono durante una battuta di caccia.
Purtroppo i nippon non conoscono il latino, quindi dovete considerare che il versus c'è solo perché lega bene i due loghi.
Per il resto, la trama gira intorno alla famiglia reale del regno di Vespania ed al mistero della morte della regina e dell'erede al trono durante una battuta di caccia.
L'azione è, fortunatamente, di monkey punchania memoria mentre le sezioni elucubrative sono tipicamente conaniane. Nel complesso un bel mix che mi ha appassionato e che gode di un ottimo crescendo finale. Le musiche mixano ed uniscono i due mondi e si dimostrano di buona qualità, mentre il disegno è una simpatica commistione tra due stili ben diversi.
Si può fare di meglio? Ovviamente ma...volevate davvero che non ci fosse un seguito? Sì perché il dvd/blu-ray della pellicola ha venduto a pazzi in Giappone ed anche qui accadrà lo stesso. Ergo Lupin vs Detective Conan II è una certezza, imho.
Si può fare di meglio? Ovviamente ma...volevate davvero che non ci fosse un seguito? Sì perché il dvd/blu-ray della pellicola ha venduto a pazzi in Giappone ed anche qui accadrà lo stesso. Ergo Lupin vs Detective Conan II è una certezza, imho.
20.4.10
18.4.10
In un giorno di pioggia
Immagino un pomeriggio simile.
Io te una coperta un divano rosso scolorito una lucina stentata
un libro un vecchio cubo una televisione scassata.
Sperando che ci siano altre domeniche, altri pomeriggi, altra pioggia per stare insieme, n00bina.
Sperando che ci siano altre domeniche, altri pomeriggi, altra pioggia per stare insieme, n00bina.
13.4.10
L'avvelenata, post primo
Giornata lunga il martedì. Comincia alle 8 e non finisce prima delle 11.
Nel mezzo università, 14470 passi circa, metropolitane e pullman, giri per i quartire spagnoli con architetti e la n00b.
Ora torno a casa ed ecco: la goccia che fa traboccare il vaso.
Anzi, la pisciata da ubriaco che colpisce ovunque tranne che il centro del water.
Perché sinceramente e con passione, mi avete rotto il cazzo voi e questi link di merda. Facebook è uno strumento con cui, potenzialmente, si può davvero fare qualcosa.
Ma voi, condivisori e partecipatori a gruppi del c...occo, lo abbassate. Lo abbassate con la vostra inutilità, con questa insostenibile leggerezza ipocrita e falsa, con l'uso di lettere e simboli che nulla c'entrano con il vostro alfabeto ma vi ricordano simpaticissimi smile, link per futili battaglie in cui predicare il vostro perbenismo.
Mi avete rotto. State banalizzando e rendendo futile uno strumento perfetto.
Volete farlo? Non su internet, non su facebook. E se proprio ci teneve, condividete un link in favore dello scuoiamento degli animali e delle diseguaglianza tra primo e terzo mondo. Perché almeno sarete sinceri.
Distinti sticazzi a voi.
Ora torno a casa ed ecco: la goccia che fa traboccare il vaso.
Anzi, la pisciata da ubriaco che colpisce ovunque tranne che il centro del water.
Perché sinceramente e con passione, mi avete rotto il cazzo voi e questi link di merda. Facebook è uno strumento con cui, potenzialmente, si può davvero fare qualcosa.
Ma voi, condivisori e partecipatori a gruppi del c...occo, lo abbassate. Lo abbassate con la vostra inutilità, con questa insostenibile leggerezza ipocrita e falsa, con l'uso di lettere e simboli che nulla c'entrano con il vostro alfabeto ma vi ricordano simpaticissimi smile, link per futili battaglie in cui predicare il vostro perbenismo.
Mi avete rotto. State banalizzando e rendendo futile uno strumento perfetto.
Volete farlo? Non su internet, non su facebook. E se proprio ci teneve, condividete un link in favore dello scuoiamento degli animali e delle diseguaglianza tra primo e terzo mondo. Perché almeno sarete sinceri.
Distinti sticazzi a voi.
9.4.10
Studere/Parare
Mi hanno sempre detto che sarei il migliore, se solo mi applicassi.
Quanti professori, maestri, istitutori ed allenatori ho fatto dannare.
Elencare i loro nomi mi sembra assurdo e folle, perciò non lo farò.
Non sò spiegare il perché ma, in fondo, credo che il segreto sia nelle parole.
Nella lotta tra lo studiare e l'imparare.
(Citando il sito Etimo) Il primo verbo deriva dal latino studere studiare, prop. sollecitare, sforzarsi di fare, che gli etimologisti ritengono sia detto per spudere e comparano con il greco speydein affrettarsi, adoperarsi, ingegnarsi, tentare.
Quanti professori, maestri, istitutori ed allenatori ho fatto dannare.
Elencare i loro nomi mi sembra assurdo e folle, perciò non lo farò.
Non sò spiegare il perché ma, in fondo, credo che il segreto sia nelle parole.
Nella lotta tra lo studiare e l'imparare.
(Citando il sito Etimo) Il primo verbo deriva dal latino studere studiare, prop. sollecitare, sforzarsi di fare, che gli etimologisti ritengono sia detto per spudere e comparano con il greco speydein affrettarsi, adoperarsi, ingegnarsi, tentare.
Ergo lo studio necessita uno sforzo, un consumo di energia per esser compiuto. L'odio per lo studio nasce nel momento in cui questo sforzo è perpetuato e non ripagato.
Ciò non toglie che studiare sia innaturale. Studiamo per imparare a camminare o a parlare? No, perché queste sono abilità peculiari insite nell'uomo e che si trasmettono da ogni simile.
Si può, anzi si deve, studiare la matematica: far di conto è una caratteristica che può essere acquisita solo attraverso l'applicazione. D'altronde, comprese la basi matematiche, è possibile avvicinarsi alla fisica ed alle scienze, osservando la natura e ricongiungendosi all'imparare.
Questo secondo termine risale, piuttosto, al latino parare apparecchiare, apprestare, procacciare e indi acquistare. L'acquisizione della parola, della coscienza e del moto sono fenomeni che richiedono l'apprendimento con l'intelletto derivante dall'abitudine, dall'osservazione e dalla riflessione. Imparare è semplice, poiché l'uomo è naturalmente spinto a farlo dalla propria curiositas che nasce solo nell'otium, nell'assenza di cose da fare.
Principale scopo della scuola dev'essere, secondo me, fornire gli strumenti per comprendere ed applicare lo studiare, naturalizzandolo e rendendolo imparare. Un semplice esempio conclusivo: se avete letto una poesia di Giacomo Leopardi e poi avete deciso di leggerne un'altra, poi un'altra ancora ed infine siete passati ad un autore straniero, avete ricercato informazioni su alcuni classici e ecceteraecceteraeccetera avete imparato ed i vostri professori & maestri non solo hanno compiuto il loro lavoro, ma andranno fieri di voi.
Questo secondo termine risale, piuttosto, al latino parare apparecchiare, apprestare, procacciare e indi acquistare. L'acquisizione della parola, della coscienza e del moto sono fenomeni che richiedono l'apprendimento con l'intelletto derivante dall'abitudine, dall'osservazione e dalla riflessione. Imparare è semplice, poiché l'uomo è naturalmente spinto a farlo dalla propria curiositas che nasce solo nell'otium, nell'assenza di cose da fare.
Principale scopo della scuola dev'essere, secondo me, fornire gli strumenti per comprendere ed applicare lo studiare, naturalizzandolo e rendendolo imparare. Un semplice esempio conclusivo: se avete letto una poesia di Giacomo Leopardi e poi avete deciso di leggerne un'altra, poi un'altra ancora ed infine siete passati ad un autore straniero, avete ricercato informazioni su alcuni classici e ecceteraecceteraeccetera avete imparato ed i vostri professori & maestri non solo hanno compiuto il loro lavoro, ma andranno fieri di voi.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
5.4.10
La baia dei pirati
Quando decisi di abbandonare definitivamente il muletto passai ai torrenti.
Sebbene alcuni piccoli problemi ritengo il sistema dei tracker molto comodo e, grazie all'ingente quantità di materiale che condivido e la scarsa banda che mi ritrovo, perfetto per ogni tipo di modem - eccezion fatta per i 56k.
Con quelli ci si poteva solo giocare a Ultima Online.
Tornando al discorso sui torrent, ritengo che l'applicazione della filosofia p2p sia ottimale e, soprattutto, credo che l'organizzazione dei file sia sublime: il dover ricercare i link ai file risveglia nell'animo la curiositas e permette di evitare disastri in caso di chiusura di un server. Perduta una baia, ecco che spuntano comete e demoni e quant'altro.
OvviamenteThe Pirate Bay resta il miglior sito in questo campo e, in generale, quello più mascalzone e simpatico. Visitarlo è come fare un giro a La Tortue in quel del XVII secolo.
Unico debole dei torrent è che la maggioranza di questi è in inglese. Se dal punto di vista musicale e videoludico ciò non presenta particolari insidie, sono i film e la disponibilità di alcuni cantanti. Che pensate, che gli ameregani scarichino De André e Guccini?
Sui lungometraggi beh...Megavideo dovrà pur servire a qualcosa no?
Sebbene alcuni piccoli problemi ritengo il sistema dei tracker molto comodo e, grazie all'ingente quantità di materiale che condivido e la scarsa banda che mi ritrovo, perfetto per ogni tipo di modem - eccezion fatta per i 56k.
Con quelli ci si poteva solo giocare a Ultima Online.
Tornando al discorso sui torrent, ritengo che l'applicazione della filosofia p2p sia ottimale e, soprattutto, credo che l'organizzazione dei file sia sublime: il dover ricercare i link ai file risveglia nell'animo la curiositas e permette di evitare disastri in caso di chiusura di un server. Perduta una baia, ecco che spuntano comete e demoni e quant'altro.
Ovviamente
Unico debole dei torrent è che la maggioranza di questi è in inglese. Se dal punto di vista musicale e videoludico ciò non presenta particolari insidie, sono i film e la disponibilità di alcuni cantanti. Che pensate, che gli ameregani scarichino De André e Guccini?
Sui lungometraggi beh...Megavideo dovrà pur servire a qualcosa no?
4.4.10
Easter(ismi)
Pasqua è una festa a metà. E, soprattutto, me la ricorderò perché la feltrinelli è chiusa.
E io ieri avevo trovato a terra un buono. Che cavolo!
E io ieri avevo trovato a terra un buono. Che cavolo!
Partiamo dal presupposto che adoro la figura di Alessandro Magno e lo ritengo uno dei più grandi uomini mai esisti; considerate, inoltre, che ho già letto un romanzo di Manfredi, Lo Scudo di Talos, assegnatomi dalla prof di latino/greco/storia/geografia/italiano del ginnasio, l'indimenticata (ed indimenticabile) _ _ _ _ _ _ _ _ _.
Volendo aprire una piccola parentesi [se il Puzzazaro mi ha dato degli ottimi insegnanti (merito loro, non della presidenza eh), un buon gruppo ed un ottimo spirito critico, applicato soprattutto contro i vomeresi, i guidatori infilgardi e sciocche ragazzine emo (questa la capiranno in tre e l'idea era della n00bina,
Tornando al romanzo, l'archeologo più figo dopo Mario Tozzi ed Indiana Jones tesse un ottimo testo, piacevole e relativamente fedele alle attendibilissime fonti degli storici antichi. Il primo romanzo ricostruisce appieno la giovinezza del conquistatore macedone, fino all'inizio della campagna persiana: linguaggio moderno e scorrevole, esemplificazioni adatte al pubblico ed una discreta precisione nei particolari di riti, tattiche, usi e costumi. Una lettura interessante e rilassante, che ha nutrito il mio ritrovato amore per l'antichità.
Due piccole note al margine: la prima è che ho apprezzato molto la capacità di umanizzare il personaggio principale trascendendo i suoi aspetti leggendari, rimarcati solo dalle parole dei personaggi. L'altra riguarda le battute con cui Manfredi chiude ogni capitolo: un po' americane, ma riuscite.
Ma ha senso leggere un romanzo di cui già si conosce la fine? Di questo parleremo dopo la lettura del secondo volume: Le sabbie di Amon. See ya!
2.4.10
8bit Side of the Moon
Ci sono poche parole per definire un lavoro simile, se non che si tratta di un capolavoro. L'idea è del signor Brad Smith (Rainwarrior su PSNetwork). Superlativo.
Devo intervistarlo.
Devo intervistarlo.
29.3.10
Campana a morto
Quest'uomo sta vincendo. Non posso crederci. Giusto per sfottere chi l'ha votato, ecco qua in una posa da vero vincitore: non ditelo in giro, ma l'ha rubata alla (s)Carfagna.
Se tutto dovesse finire come sta andando, beh...ci aspettano tempi di merda.
Dov'è Robin Hood? Dov'è?
Dov'è Robin Hood? Dov'è?
Piccola aggiunta: questa volta potrò liberamente lamentarmi della regione a partire da...ADESSO.
25.3.10
Monologo
Questa è la terra del prendi-ciò-che-vuoi.Anarchia vuol dire "senza capi"; non "senza un ordine".
Si ha con l'anarchia un'età dell'ordnung di un ordine vero,
ossia di un ordine volontario.
Questa età dell'ordnung avrà inizio quando il folle ed incoerente
ciclo del verwirrung
di queste notizie il suo corso avrà compiuto.
Non è anarchia questa, Eve.

V for Vendetta, Alan Moore and David Lloyd
Si ha con l'anarchia un'età dell'ordnung di un ordine vero,
ossia di un ordine volontario.
Questa età dell'ordnung avrà inizio quando il folle ed incoerente
ciclo del verwirrung
di queste notizie il suo corso avrà compiuto.
Non è anarchia questa, Eve.

V for Vendetta, Alan Moore and David Lloyd
24.3.10
Primavera ed altre novità
La mia ingiustificabile assenza si è protratta per troppo tempo.
A giustificarla, i motivi più vari: principalmente la colpa và all'università che, al contrario di quanto pensassi, sta richiedendo troppo sforzo. Meno male che, nel tempo libero, torno ad esser un pelandrone.
Parlando di cose serissime, è finalmente primavera.
A giustificarla, i motivi più vari: principalmente la colpa và all'università che, al contrario di quanto pensassi, sta richiedendo troppo sforzo. Meno male che, nel tempo libero, torno ad esser un pelandrone.
Parlando di cose serissime, è finalmente primavera.
Ora, sinceramente, la primavera è la stagione che apprezzo di meno. L'estate significa vacanza, mare, pomeriggi in giro lunghissimi. L'autunno significa il primo freddo, il rientro e quel piacevole tempaccio malinconico. L'inverno lo adoro perché c'è Natale che è il momento più bello dell'anno. Poi il freddo, piacevole, e tante altre amenità come il passare la domenica a giocare ad Halo o leggere in poltrona col gatto vicino.
Ma la primavera...cos'ha di speciale questa stagione? Non posso godermi il dolce dormire di Aprile per lo studio, c'è Pasqua che è la festa più odiosa dell'anno e poi non so che altro. Semplicemente, non amo la primavera.
Non c'è molto altro da raccontare, la vita scorre tra alti bassi e vie di mezzo - che sono le più numerose. Ho acquistato un nuovo cellulare ma ne parlerò poi, assieme ad una cosuccia che ho in mente dal week-end parigino...
Ma la primavera...cos'ha di speciale questa stagione? Non posso godermi il dolce dormire di Aprile per lo studio, c'è Pasqua che è la festa più odiosa dell'anno e poi non so che altro. Semplicemente, non amo la primavera.
Non c'è molto altro da raccontare, la vita scorre tra alti bassi e vie di mezzo - che sono le più numerose. Ho acquistato un nuovo cellulare ma ne parlerò poi, assieme ad una cosuccia che ho in mente dal week-end parigino...
21.3.10
Astarte
Un'ora. Non oltre vi accompagnerà e vi cullerà questo sogno di Andrea Pazienza.
La sua ultima storia, la storia di Astarte, è un'onirica visione dell'autore stesso: il mastino Astarte, appartenuto ad Annibale, lo raggiunge per narrargli una storia. La sua storia.
La sua ultima storia, la storia di Astarte, è un'onirica visione dell'autore stesso: il mastino Astarte, appartenuto ad Annibale, lo raggiunge per narrargli una storia. La sua storia.
Seguono una serie di pagine: lo splendore di Cartagine, una guerra glorosioa ed un viaggio destinato a risplendere nell'immaginario di ogni uomo. L'umanità della bestia che narra la bestialità dell'umanità è solo uno dei temi che, come sempre, l'artista italiano tocca e ci permette di assaporare.
Purtroppo, come dice nella sua prefazione Roberto Saviano, Storia di Astarte è un sogno dal quale ti svegli di soprassalto. Un sogno solenne dal risveglio brusco. Leggete il fumetto e poi ditemi se non è così.
Lodare Paz è...banale e scontato. Ma il problema è che non è possibile non riuscirvi: tacere di fronte alle emozioni provate durante la lettura non è possibile.
Magnifico. Epico. Stupendo. Astarte è...un'opera d'arte o, citando di nuovo Saviano, è un sogno classico, di quelli che quando ti svegli ti senti al centro dell'universo.
PS: idea geniale quella d'inserire, alla fine del volume, dei frammenti di Polibio, Tito Livio, Plutarco e Cornelio Nepote in merito alla seconda guerra punica. Di fronte a queste cose tu, Dario, fottuto classicista...non puoi non sentirsi fiero di conoscere questi sconosciuti.
18.3.10
Ciò di cui...
...c'è veramente bisogno è qualcosa di nuovo. L'attuale generazione ha bisogno di una devastazione che superi l'apatia dietro cui ci stiamo nascondendo.
La vittoria del consumismo, di cui siamo (in?)consapevoli vittime, è facilmente giustificabile riflettendo sui cambiamenti accaduti nell'ultimo secolo. Il '900 ed i suoi clamorosi eventi hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell'evoluzione umana, nella psiche dei nostri educatori (nonni, genitori e professori) e le sue ombre ci hanno condotto sino ad oggi, malgrado una profonda schizofrenia psicologica mondiale.
Alla disperata ricerca di "novità" o, per meglio dire, di terre promesse, l'attuale generazione - i nati a partire dalla metà degli anni '80 fino ai primi anni del 2000 - è costantemente affascinata da miti ed idee già destinati al fallimento. Non è un caso che la tragedia, gli antieroi e l'inesistenza della verità siano i temi principali della letteratura (con questo termine intendo non solo la prosa e la poesia, ma le arti in generale, includendovi anche il fumetto ed il videogioco) che affiancano il trio Sesso, Morte e Ricchezza - presente in ogni periodo di crisi o cambiamento, come evidenzia Petronio nel "Satyricon " o Aristofane nella "Lisistrata".
Purtroppo il fallimento della Vera Rivoluzione, quella nata negli anni '60 e stroncata, secondo Hunter S. Thompson, quando Muhammad Alì/Classius Clay fu sconfitto da Joe Frazier nel 1971. A partire da quel momento, possiamo dire che gli ideali siano stati traditi. Il vuoto che ci attanaglia è descrivibile, secondo me, solo leggendo Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez - soffermandosi sull'exicipit del romanzo.
Quella che viene definitiva depravazione e crisi è, in realtà, il risultato dei gravi errori dei nostri predecessori e della mancanza del parricidio edipeo. Eppure anche noi siamo stati accecati: come temeva Stanley Kubrick, la nostra cecità nasce di fronte alla continua esposizione, indesiderata e non ricercata, al male. Attraverso i media, che fino all'avvento di internet sono definibili solo passivi o mediopassivi, siamo stati presenti di fronte a calamità di ogni genere. Il risultato? Siamo abituati.
Arancia Meccanica, se uscisse oggi, sarebbe un gigantesco fiasco: la realtà ha superato di gran lunga la sua raffigurazione. L'ennesimo pezzo di secolo che, come il muro di Berlino, crolla.
La vittoria del consumismo, di cui siamo (in?)consapevoli vittime, è facilmente giustificabile riflettendo sui cambiamenti accaduti nell'ultimo secolo. Il '900 ed i suoi clamorosi eventi hanno ricoperto un ruolo fondamentale nell'evoluzione umana, nella psiche dei nostri educatori (nonni, genitori e professori) e le sue ombre ci hanno condotto sino ad oggi, malgrado una profonda schizofrenia psicologica mondiale.
Alla disperata ricerca di "novità" o, per meglio dire, di terre promesse, l'attuale generazione - i nati a partire dalla metà degli anni '80 fino ai primi anni del 2000 - è costantemente affascinata da miti ed idee già destinati al fallimento. Non è un caso che la tragedia, gli antieroi e l'inesistenza della verità siano i temi principali della letteratura (con questo termine intendo non solo la prosa e la poesia, ma le arti in generale, includendovi anche il fumetto ed il videogioco) che affiancano il trio Sesso, Morte e Ricchezza - presente in ogni periodo di crisi o cambiamento, come evidenzia Petronio nel "Satyricon " o Aristofane nella "Lisistrata".
Purtroppo il fallimento della Vera Rivoluzione, quella nata negli anni '60 e stroncata, secondo Hunter S. Thompson, quando Muhammad Alì/Classius Clay fu sconfitto da Joe Frazier nel 1971. A partire da quel momento, possiamo dire che gli ideali siano stati traditi. Il vuoto che ci attanaglia è descrivibile, secondo me, solo leggendo Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez - soffermandosi sull'exicipit del romanzo.
Quella che viene definitiva depravazione e crisi è, in realtà, il risultato dei gravi errori dei nostri predecessori e della mancanza del parricidio edipeo. Eppure anche noi siamo stati accecati: come temeva Stanley Kubrick, la nostra cecità nasce di fronte alla continua esposizione, indesiderata e non ricercata, al male. Attraverso i media, che fino all'avvento di internet sono definibili solo passivi o mediopassivi, siamo stati presenti di fronte a calamità di ogni genere. Il risultato? Siamo abituati.
Arancia Meccanica, se uscisse oggi, sarebbe un gigantesco fiasco: la realtà ha superato di gran lunga la sua raffigurazione. L'ennesimo pezzo di secolo che, come il muro di Berlino, crolla.
Come uscire da questa spirale?
Questa è la domanda e la risposta...la risposta è ciò di cui abbiamo bisogno.
Questa è la domanda e la risposta...la risposta è ciò di cui abbiamo bisogno.
La ricerca della felicità
Ieri sera mi aspettavo di trascorrerla come al solito: un po' di telefono, tanti videogame e letture varie, senza un pizzico di scrittura.
Ed invece, a sorpresa, quegli infilgardi di Canale5 (si, proprio quello schifo della tivvù italiana) hanno proposto una pellicola che mi è piaciuta molto. Beninteso, non credo che si tratti di un capolavoro della cinematografia ma, nelle sue vesti di dramma a lieto fine, ritengo La ricerca della Felicità un film godibile e di qualità.
Una bella storia, da vedere in compagnia. Catartico il finale e lo scoprire che, per di più, la fabula cinematografica è ispirata alla realtà: quello iettatore di Murphy aveva davvero ragione?
Ed invece, a sorpresa, quegli infilgardi di Canale5 (si, proprio quello schifo della tivvù italiana) hanno proposto una pellicola che mi è piaciuta molto. Beninteso, non credo che si tratti di un capolavoro della cinematografia ma, nelle sue vesti di dramma a lieto fine, ritengo La ricerca della Felicità un film godibile e di qualità.
Una bella storia, da vedere in compagnia. Catartico il finale e lo scoprire che, per di più, la fabula cinematografica è ispirata alla realtà: quello iettatore di Murphy aveva davvero ragione?
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